Piacere, barone von Uexküll

gennaio 15, 2011 § Lascia un commento

 filippo trasatti

Ai più il nome di Jakob von Uexküll, barone tedesco vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, sepolto a Capri, dove aveva una villa in cui aveva ospitato tra gli altri Walter Benjamin, non dirà nulla. Eppure gli studi pionieristici di questo biologo e zoologo hanno avuto riflessi importanti in differenti campi di ricerca del XX secolo: dalla teoria dei sistemi di Ludwig von Bertalanffy, all’etologia di Konrad Lorenz e Nicolaas Tinbergen, alla semiotica di Thomas Sebeok che lo definì “il Signore dei segni”, alla cibernetica, alla filosofia di pensatori molto diversi tra loro come Heidegger e Deleuze.Partito da ricerche neurofisiologiche sul movimento degli invertebrati e sui meccanismi della percezione, arrivò a definire il concetto di “ciclo funzionale” per illustrare il comportamento animale come un processo di autoregolazione, come un sistema cibernetico. Si trattava di una reazione contro un modo di intendere i viventi come macchine, per quanto complicate, dimenticando che la funzione delle parti degli animali e dei loro organi si comprendono solo in relazione all’ambiente a cui rispondono, con cui sono in risonanza.

Influenzato dalla riflessione filosofica di Leibniz e Kant, uno dei suoi più importanti risultati teorici fu la definizione del concetto di “Umwelt” mondo-ambiente, distinto da quello che si chiama invece mondo come Umgebung, perché il mondo-ambiente presenta degli elementi, dei segni portatori di significato per un soggetto vivente, segni, marche che sono del tutto diverse in relazione ai differenti apparati percettivi , motori e alle caratteristiche fisiche di ciascuna creatura vivente.

Cosicché quello che consideriamo uno stesso spazio fisico, ad esempio una foresta, assume un significato del tutto diverso per la civetta, il toporagno, il boscaiolo. Il mondo che consideriamo unico è un’illusione: ci sono invece molteplici mondi individuali interconnessi l’uno con l’altro, come mappe diverse dello stesso territorio sovrapposte. Non solo ogni vivente si muove e percepisce il mondo in modo diverso, ma vive lo spazio e il tempo in modo del tutto diverso. Immaginiamo ad esempio cosa può essere lo scorrere del tempo per una zecca in grado di vivere, secondo un esperimento che Uexküll riferisce, 18 anni senza nutrimento, del tutto isolata nel suo mondo.

Scienziato poeta

Il capolavoro di Uexküll è quello di aver mostrato i vari mondi che esistono per differenti animali, non solo i grandi animali, ma quegli esseri minuti per i quali non immagineremmo mai un mondo specifico: la zecca, un’ameba, un anemone di mare, una medusa. In altri termini di aver mostrato l’animale come soggetto d’esperienza e non come mero oggetto della sperimentazione dell’uomo.

In Ambiente e comportamento, tradotto in italiano dal Saggiatore nel lontano 1967, troviamo diverse illustrazioni di come la stessa scena ad esempio di un villaggio, possa essere vista da una mosca o da un mollusco e una bellissima serie di tavole a colori che mostra la stessa camera con la percezione cromatica di un uomo, di un cane e di una mosca. E la proposta di un metodo di lavoro per tracciare le mappe di altri mondi soggettivi: «Un metodo facile e comodo per mettere in evidenza le diversità dei mosaici di luoghi secondo cui un oggetto è veduto dagli occhi di animali diversi, ci è offerto dal fatto che qualunque disegno , a cui si sovrapponga un reticolo, può essere trasformato in un mosaico di punti. Si prenda una qualsiasi immagine e la si rimpicciolisca via via: e ogni volta la si fotografi, sottoponendola al medesimo reticolo: e poi si ingrandisca daccapo al formato primitivo. In questo modo si ottiene un mosaico sempre più grossolano. […] Queste immagini ci permettono di raffigurare il mondo soggettivo di qualsiasi animale, di cui sia noto il numero di elementi visivi dell’occhio». (p. 118)

Insomma i libri di von Uexküll, pur essendo opera di uno scienziato, sono libri di fiaba e poesia. Ecco come comincia un capitolo dello stesso libro: «avete mai osservato un ghiottone davanti ad una focaccia? La sua attenzione è tutta per lo zibibbo. Nello stesso modo la zecca, fra le innumerevoli cose che la circondano, non scerne altro che l’acido butirrico». (p. 99).

Ricorre quest’anno il centesimo anniversario della pubblicazione del suo Ambiente e mondo interno degli animali. Le sue opere tradotte in italiano sono ormai introvabili, ma per fortuna è prevista la riedizione di un suo testo, Mondi animali e mondo umano. Passaggiata sul pianeta terra nelle edizioni quodlibet. Che piacere, barone von Uexküll! [école 73]

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